Da ciascuno secondo le proprie forze,
a ciascuno secondo i propri bisogni.
Premessa:
Un secolo fa il 3 Agosto 1907 nelle Ferriere portoferraiesi
si verificò una tragedia dalla dinamica singolarmente simile
ad una che ha riempito le cronache delle ultime settimane: Lo scoppio
di un altoforno provocò la morte immediata di 3 operai ed il
ferimento di moltissimi altri.
Tra coloro che con voce più ferma denunciarono
la tragedia, che si impegnarono organizzando la protesta dei fonditori
e la solidarietà verso i lavoratori colpiti e le loro famiglie
ci fu l’Avvocato Pietro Gori l’anarchico giramondo ormai
gravemente malato, che si apprestava a trascorrere quietamente nella
sua isola gli ultimi anni di una vita avventurosa.
Questa tragica coincidenza ci ha suggerito in quale
direzione muovere nel lavoro di organizzazione di una due giorni rievocativa
della figura di uno dei più illustri tra gli isolani, poiché
tale Gori va considerato, non solo per il lungo tempo che vi restò,
ma anche per le origini, le parentele, le amicizie, le proficue occasioni
di lavoro politico e culturale che l’Elba gli offrì.
Vogliamo quindi che “la difesa del lavoro e
dei lavoratori” sia il tema centrale di questa manifestazione
goriana così come fu l’asse portante del pensiero goriano,
il tema centrale di impegno di tutta la generosa vita dell’anarchico
“pericoloso e gentile”
Ma non vogliamo che la kermesse sia, dopo quello
epocale, spettacolare, messianico del gennaio 1911, un altro funerale
in memoria di Pietro Gori, sarebbe tradirne lo spirito, perché
in quella canzone-testamento che ci ha lasciato “Vieni o Maggio”
si chiede è vero “date fiori ai ribelli caduti”
ma anche “al gagliardo che lotta e lavora” che rappresenta
la continuità della vita .
Sarà quindi un pò riflessione su Pietro Gori un pò
Festa di Pietro Gori